25 gennaio 2012
"Vorrei svegliarmi senza pensare al permesso di soggiorno, senza essere per tutta la vita una straniera"
Mi chiamo Liliana e vengo dalla Moldavia, ho 27 anni e sono qui in Italia da più di 5 anni.
Quali motivi ti hanno spinta a venire: lavorativi, sentimentali…
No, sentimentali no. Lavorativi. Perché voglio dare un futuro migliore ai miei figli, visto che il mio non è stato così.
Il tuo progetto è quello di rimanere qui?
Sì, io sono partita per questo. Anche se non conoscevo la lingua, mi sono trovata bene e voglio rimanere qui.
Hai già dei figli?
Ho già due figli, una femmina e un maschio, che vivono in Moldavia: la bambina ha 10 anni e fa la quarta elementare, il maschio ha 7 anni e frequenta la prima elementare. Vorrei tanto portarli e mandarli a scuola qui, perché mi piacerebbe farli studiare fino all’Università, se loro vorranno. La bambina è molto interessata a imparare l’italiano, le piace e, quando vado a casa ogni tanto, le insegno qualche parola e lei si diverte molto a parlare con la nonna e la prende un po’ in giro. Un giorno la nonna faceva la sfoglia, Maria, mia figlia, mi ha chiesto come si diceva “basta farina”, poi lo ripeteva alla nonna per tutto il giorno senza che lei capisse cosa le stava dicendo.
La mia speranza è che un giorno vengano qui a vivere con me.
Quindi tua figlia vorrebbe venire qui?
Sì, lei molto. Perché vorrebbe stare di più con la mamma, lei è molto legata a me.
Visto che hai queste aspettative, pensi che per uno straniero sia importante partecipare alla vita politica italiana?
Penso che una volta che decide di vivere in Italia, ogni straniero è interessato a conoscere quello che accade e ad avere dei diritti. Se uno ha scelto di stare qui e non va a votare nel suo paese, può dare il suo contributo in questo paese facendo qualcosa che può essere utile anche per gli altri.
Sai di una campagna promossa in in Italia che verte proprio attorno ai diritti degli stranieri? Si intitola “L’Italia sono anch’io” e c’è una raccolta di firme…
Sì lo so. Ma noi stranieri non possiamo partecipare e un po’ mi dispiace perché non posso dire la mia. Penso che sia una cosa utile, perché dalle piccole cose si fanno le grandi. Noi stranieri dobbiamo avere pazienza e sperare sempre che tutto andrà bene e che le cose cambieranno; siamo noi che dobbiamo muovere qualcosa nel mondo, noi che dobbiamo impegnarci anche in politica, per essere riconosciuti come cittadini italiani.
Vogliamo anche noi la cittadinanza, quindi speriamo che si accumulino molte firme per darci il diritto di avere la cittadinanza prima di 10 anni, massimo 5. Così è più facile tornare ogni tanto a casa nostra a trovare i nostri cari e muoverci senza avere bisogno di permessi particolari; da cittadini italiani avremmo un futuro migliore e non dipenderemmo sempre da questo permesso di soggiorno, che vale un anno o due o ci arriva già scaduto. Tutta la nostra speranza di stranieri è sui cittadini italiani.
Io vorrei un giorno svegliarmi senza pensare al permesso di soggiorno e uscire per la strada senza paura e senza essere per tutta la vita una straniera.
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