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15 febbraio 2018 |

Verso la riapertura del Circolo Arci Guernelli: intervista al Segretario Marcello Marano

Verso la riapertura del Circolo Arci Guernelli: intervista al Segretario Marcello Marano
Dal 1945 il Circolo Arci Guernelli è un punto di riferimento nel Quartiere San Donato. Lo spazio è sempre stato aperto a realtà e Associazioni che condividono i valori della solidarietà e dell’antifascismo, dando vita a progetti sociali, attività sportive con la Palestra Popolare Gino Milli e attività di intrattenimento. 
A luglio 2017 il Circolo Guernelli è stato sgomberato a causa di lavori di ristrutturazione nello stabile di via Gandusio 6, mentre la palestra Gino Milli è nuovamente attiva. In attesa che il Circolo riapra le porte a tutti i soci, abbiamo intervistato Marcello Marano, componente del Direttivo del Guernelli. 

Marcello, qual è la situazione attuale? Si sa già quando le attività torneranno a pieno regime?
 
Stiamo cercando di sfruttare questo momento di chiusura forzata per fare e sistemare delle cose al Circolo che già avevamo in mente. Con il Circolo chiuso in parte siamo facilitati, ma allo stesso tempo è molto difficile riuscire a mettere in campo le risorse per rinnovarlo come vorremmo. Dovremmo riaprire il 18 febbraio, quindi fra pochi giorni, ma non abbiamo ancora un riscontro sulla sistemazione dei danni che abbiamo subito.
 
Sappiamo che molti Circoli e Associazioni non solo di Bologna hanno contribuito facendo delle donazioni al Guernelli per aiutarlo nella riapertura. Quanto sono stati importanti questi interventi? Vi hanno aiutato a tenere su lo stato d’animo in questo momento un po’ particolare?
 
I contributi economici sono stati fondamentali perché hanno sbloccato una situazione debitoria con Acer, che era condizione necessaria per proseguire con la restituzione del Circolo. È stato però fondamentale il supporto che già all’indomani, dal 16 di luglio, si è generato sui social network: ci ha dato davvero respiro. Un’altra cosa molto importante è stata la rete Arci che in parte si è attivata e la rete che il Circolo ha costruito in questi anni anche al di fuori del mondo Arci e dell’associazionismo legato ai Circoli: realtà sportive, ma anche collettivi, partiti, situazioni informali esistenti e singoli ci hanno confortati. 
Il Circolo è stato chiuso dall’oggi al domani. Quello che c’era in cassa è stato usato per pagare i fornitori, lasciandoci in grossa difficoltà con una situazione che doveva ripartire, quindi l’aiuto è stato fondamentale.
Una cosa che mi ha lasciato personalmente stupito, a settembre, è stata che le realtà interne al Circolo erano tutte pronte a ripartire, non c’è stato uno sfaldamento da questo punto di vista, soprattutto nella palestra.
 
A proposito della palestra: ha riaperto già alla fine del 2017. Quali attività si stanno svolgendo al suo interno? Come sta andando?
 
Il progetto della palestra popolare Gino Milli sta andando bene, siamo soddisfatti di come sta procedendo, sta dando dei risultati secondo noi importanti. È ancora in una prima fase. Si stanno mettendo a punto le meccaniche di gestione, le attrezzature, ma si vivono mille difficoltà. Ricordiamoci che è all’interno di un cantiere aperto, quindi un giorno ti manca la luce, un giorno ti manca l’acqua… la struttura che è stata ristrutturata tra il 2015 e il 2016 ha poi riportato dei danni nei fatti di fine febbraio 2017, quindi c’è sempre tanto da fare. Però vediamo che la risposta è buona, le iscrizioni ai corsi sono in crescita: il pugilato è uno dei corsi che ha più spazio da sempre in palestra. Dall’inizio i ragazzi della Bolognina Boxe sono stati disponibili per dare una mano insieme all’Associazione Leib e a Il Grinta ASD, che seguiva da tanti anni il percorso del Guernelli e della palestra. Questa sinergia positiva è riuscita a far convergere altre realtà come il ping-pong e il corso di yoga, che stanno avendo un buon andamento. Per adesso la palestra è aperta dal pomeriggio e alla sera, ma stiamo cercando di attivare anche la mattina mantenendo comunque la struttura che ci siamo dati: una palestra con una gestione orizzontale e partecipata degli istruttori, ma anche con un tavolo aperto a tutti i partecipanti alle attività.

Guardando al futuro, quando il Guernelli riaprirà, quali attività sono previste oltre a quelle che già c’erano prima della chiusura?
 
Le attività che c’erano prima della chiusura scopriremo se avranno seguito, perché mentre la componente legata alle attività sportive è rimasta e cresciuta, il rischio del Circolo in sé è che si sfaldi la base associativa storica e tradizionale, quella legata al gioco delle carte, del biliardo, l’Associazione dei pescatori. I soci più anziani del circolo, che ovviamente hanno dovuto superare il fatto di ritrovare chiuso il luogo che da decenni frequentavano, senza grosse risposte su quello che sarebbe successo, si sono adattati ad altre situazioni. 
Però il lavoro c’è stato, soprattutto da parte del Presidente Bonora, che ha mantenuto vivi i rapporti con questi soggetti. I pescatori hanno continuato ad essere un tassello fondamentale del Circolo Guernelli, e Bonora ha cercato di tener viva la squadra di biliardo, che gioca ‘in esilio’ ed è stata ospitata da un’altra struttura. 
Cosa succederà non lo so. Di progetti ne abbiamo tanti: stiamo lavorando sui rapporti nel territorio per renderli più forti di prima, quindi con le scuole e con i bambini sia all’interno delle attività della palestra, ma anche del circolo stesso con doposcuola e centri estivi. Vogliamo aiutare le persone che vivono quel pezzo di San Donato ad essere più forti e pronte, facendo un lavoro sull’emancipazione dal basso.
Inoltre il Guernelli è sempre stato uno spazio aperto per chi condivide i nostri valori, quindi tante realtà e tanti compagni hanno trovato la possibilità di svolgere qui le proprie attività, di trovare una casa. Questo continuerà ad essere, a maggior ragione quando gli spazi a Bologna sono sempre meno e invece ce n’è bisogno sempre di più.

 

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