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19 ottobre 2017 | Servizio civile

Riannodare il filo della Memoria

Riannodare il filo della Memoria

Comincia quest’anno un nuovo progetto promosso da ARCI SERVZIO CIVILE dal titolo “La memoria come strumento di educazione alla pace”.
E’ un progetto su scala nazionale, al quale hanno aderito alcune tra le città maggiormente segnate dalle azioni del CLN (Comitato di Liberazione nazionale), ed ha come obiettivo unire il presente vissuto dalle città significative per la Resistenza italiana con il loro passato.

Nell’ultimo decennio, a partire dalla crisi economica del 2008, è facilmente evidenziabile come si sia fatto sempre più evidente l’emergere di nuove tendenze xenofobe e il rafforzamento dell’estrema destra in Italia.
A questo si aggiunge il fatto che la maggior parte dei giovani, anche per motivi anagrafici, non ha
cognizione degli eventi che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese negli anni trenta - quaranta del Novecento.
In Italia tocca ad una marginale minoranza il compito di tutelare e rivendicare la memoria antifascista e il rigetto dell’antisemitismo. Si fa fatica, ad esempio, nel nostro paese a parlare di lotta coloniale e di responsabilità nella persecuzione di altri popoli o minoranze religiose.
Di qui l’importanza di riannodare il filo della memoria (e della storia) attraverso il dialogo, la valorizzazione delle testimonianze, dei luoghi e del materiale documentario.

Attraverso il progetto di Arci Servizio Civile del quale facciamo parte vorremmo provare a costruire un’occasione che si trasformi in “un ponte fra le generazioni”.
L’idea progettuale è di avviare una serie di ricerche sul territorio per capire la posizione dei giovani in tema di 25 Aprile e di Giornata della memoria, in una situazione di scarsità di dati esistente e per far scoprire ai giovani luoghi locali della memoria poco conosciuti o dimenticati.

A Bologna, il progetto vuole la valorizzazione della memoria storica locale, tramite la riscoperta dei luoghi che hanno portato questa città a essere Medaglia d’Oro al valore militare per la Resistenza.

Vogliamo ripercorrere quelli che furono gli eventi salienti della lotta partigiana in città (come la liberazione dei detenuti politici nel carcere di San Giovanni in Monte, la battaglia di Porta Lame, la battaglia della Bolognina e la battaglia dell’Università) attraverso un viaggio che si snoda fra le vie della città felsinea, provando a rivivere l’atmosfera degli anni ’43-’45 con le tracce presenti in città.
Un altro punto chiave della nostra ricerca riguarda la toponomastica.
A Bologna esisteva un ghetto?
Chi era Mario Musolesi? Che cosa faceva Paolo Fabbri? Perché la Cirenaica si chiama così se non esiste via Cirene?
Attraverso uno studio di questo quartiere andiamo a mostrare come la nostra storia si rifletta sul tessuto urbano: dalla toponomastica coloniale, infatti, si è passati ad una toponomastica legata alla lotta partigiana.
Non possiamo però parlare di memoria della Resistenza senza guardare verso l’Appennino, l’eccidio di Marzabotto è uno dei simboli più drammatici di questa Storia nel nostro territorio.

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