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7 ottobre 2017 | Servizio civile

MISSION n.AO#54

MISSION n.AO#54

Bologna, 7 ottobre 2017, nei pressi del Rio Martignone, a Pragatto, frazione di Crespellano di Valsamoggia, viene inaugurato un cippo commemorativo alla memoria del pilota americano Paul Regis Joyce, proprio dove, nel 1944, il suo P-47 Thunderbolt precipitò.

La commemorazione ha inizio alle 11 a Pragatto, dove alla presenza dei familiari di Joyce viene scoperto ed inaugurato un cippo commemorativo realizzato grazie all’ANPI di Monte San Pietro.
Il cippo è realizzato riutilizzando una macina di un mulino ritrovata lungo il corso del Martignone, proprio come i resti del P-47 Thunderbolt. Sulla destra della macina sono stati uniti alcuni pezzi in lamiera provenienti dalla fusoliera.
La targa, posta sul cippo, recita: “in questo luogo, il 15 luglio 1944, il sottotenente Paul R. Joyce delle Forze Armate Americane (U.S.A.A.F.), di 22 anni, morì abbattuto dalla contraerea tedesca (FlaK) sul suo aereo Republic P-47 Thunderbolt. KEEP ‘EM FLYING”. 
Si sono susseguiti molti interventi, ma il momento più denso di commozione è stato il ricordare, da parte dei familiari del pilota, la sua memoria tramite la deposizione di un paio di guanti bianchi e un fazzoletto, a simboleggiare il dolore della madre di Joyce.
A chiudere la commemorazione svoltasi durante la mattinata è stato il passaggio di alcuni velivoli impiegati dall’esercito americano nel 1939.

L’evento è continuato nel pomeriggio, presso l’Abbazia dei Santi Fabiano e Sebastiano nella località Badia di Monte San Pietro.
All’interno di “Tracce 2017, segnali di Storia e Memoria della Seconda Guerra Mondiale” è stata inaugurata la mostra fotografica “Flight Goggles (Gli occhiali del pilota)” a cura di Simone Caniati.
In seguito abbiamo assistito alla prima visione del documentario MISSION n.AO#54 (di Simone Caniati, Claudio Contri, Alessandro Cosi e Lamberto Stefanini), momento preceduto da un interessante cappello storico tenuto da Daniel Degli Esposti, esperto di Public History.
Degli Esposti inizia la relazione introducendo la complessità e anche la contraddittorietà della figura degli americani durante la Seconda Guerra Mondiale, allo stesso tempo carnefici e liberatori.

Il documentario indaga il punto di vista americano durante il conflitto.
Il lavoro degli autori ci porta dalla Pennsylvania ai colli bolognesi, passando per l’aeroporto militare di Sarregia in Corsica.
E’ proprio dall’isola che il 15 luglio 1944 decolla l’aereo pilotato dal sottotenente Joyce. L’obiettivo di quella giornata era la linea “Direttissima” Bologna - Prato.
Gli strumenti di navigazione area, rudimentali rispetto alle successive tecnologie, fanno sì però che il battaglione aereo sbagli direzione, dirigendosi sull’Appennino parmense, colpendo la ferrovia “pontremolese” rispetto all’obiettivo della “ Direttissima”.
È proprio dopo la virata di ritorno che l’aereo incautamente segue la via Emilia, dirigendosi verso Bologna con l’intento di guadagnare la Corsica dalla Toscana. Qui, nei pressi di Crespellano, è colpito dalla contraerea tedesca FlaK, precipitando, appunto, nel rio Martignone.

Testimoni oculari della caduta del P-47 gli uomini e le donne del luogo. Dopo l’impatto, e un giro di ricognizione dei tedeschi per verificare la presenza o meno del pilota, gli uomini del posto si avvicinano alla carlinga al calar della notte. Difficile però è il recupero, anche parziale, del velivolo ormai sommerso dal corso d’acqua: i pochi resti del pilota trovati, le mani, sono consegnati all’interno di un contenitore al parroco di Crespellano.

Dopo cinquant’anni un gruppo di cittadini appassionati, guidati da Bruno Nigelli e sostenuto dai racconti dei testimoni oculari, si è messo alla ricerca del relitto ormai sepolto da qualche parte nel letto del rio Martignone. Finalmente nell’agosto del 1993 viene individuato: tra i reperti, il motore, pezzi della fusoliera, le mitragliatrici e alcune cartine di navigazione.

Tra i testimoni oculari presenti abbiamo avuto il piacere di conoscere Corrado Cremonini, la cui testimonianza non è presente nel documentario “MISSION n.AO#54”.
Con molta commozione, Corrado ci ha raccontato quello che vide da ragazzo, il giorno in cui il P-47 Thunderbolt precipitò.
Corrado era nel campo di grano della famiglia. Nel vedere il velivolo cadere la paura fu tanta, credeva addirittura che il P-47 stesse per finirgli addosso, al punto da buttarsi per terra in mezzo al grano, dove le spighe erano più alte.
Secondo quanto ricorda, la contraerea FlaK doveva aver colpito anche il pilota, oltre che l’aereo, poiché (secondo Corrado) Joyce avrebbe avuto il tempo necessario per lanciarsi giù dal velivolo e cercare la salvezza, ma non lo fece, forse proprio perché già ferito.

Settant’anni dopo questi avvenimenti sono celebrati da due comunità molto lontane geograficamente, ma unite da un comune tragico destino, quello della guerra. Su questa scia di sofferenze il cippo commemorativo e il documentario rappresentano un simbolo, un ponte ideale, che poggia le proprie fondamenta nella memoria delle persone affinché ci si diriga verso un futuro di pace.

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