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2 ottobre 2020 | Politiche e diritti

Le voci della città: un'invito all'azione collettiva in vista del 2021 nelle parole della nostra Presidente Rossella Vigneri

Le voci della città: un'invito all'azione collettiva in vista del 2021 nelle parole della nostra Presidente Rossella Vigneri

Sentire parlare di civismo e partecipazione dal basso non è una novità ma l’intervento del sindaco Virginio Merola ha il merito di interrogarci su quale ruolo il terzo settore, associazioni, movimenti, gruppi di cittadine e cittadini attivi possono, devono giocare in vista dell’appuntamento elettorale del 2021. Non si tratta di scegliere un nome o il simbolo su una lista ma di provare a condividere un progetto, una visione di ciò che sarà Bologna, per immaginare un “futuro buono” per le persone che vivono questa città, per i figli che qui nasceranno e cresceranno.

Sopraffatti dal rumore di fondo di una campagna elettorale infinita che ha finito per logorare il legame con i cittadini e il senso stesso delle parole, i partiti hanno perso la capacità di ascoltare, di conversare e mai come oggi a noi spetta la responsabilità di rimettere al centro le persone e i loro bisogni, di farci portavoce delle loro istanze con l’obiettivo di agire il cambiamento delle nostre comunità, di produrre un vero avanzamento sociale. Ogni giorno nei nostri spazi radicati in tutta l’area metropolitana, in periferia come al centro, con le nostre attività rivolte a ogni fascia di età e condizione sociale, siamo antenne sensibili sul territorio, capaci di intercettare desideri, aspettative, di rispondere con un welfare di prossimità a vecchie e nuove disuguaglianze che la pandemia ha già reso più evidenti e drammatiche. Lo abbiamo toccato con mano durante il lockdown, quando tante e tanti di noi hanno attraversato la città vuota per distribuire viveri e dare supporto a famiglie, anziani, migranti e senza fissa dimora, persone in difficoltà che nei prossimi mesi con ogni probabilità aumenteranno.

Di quella solidarietà, di quella capacità di entrare in relazione con l’altro, di provare empatia abbiamo bisogno per resistere alla sfiducia, all’indignazione di chi sente di aver subito un’ingiustizia. Ma soprattutto è di politiche sociali, culturali strutturate, di prospettiva e non emergenziali che abbiamo bisogno, e al cui disegno vogliamo contribuire, in una stagione che si preannuncia drammatica dal punto di vista economico, lavorativo, sociale, culturale e ambientale.  Si muovono in città tante esperienze di cittadini e associazioni che con la cultura, lo sport, l’educazione e il lavoro di cura producono benessere per le comunità; sperimentazioni di partecipazione dal basso in grado di difendere diritti e beni comuni riuscendo alle volte a incidere sulle scelte amministrative o addirittura a costruirle insieme: in vista del 2021 il nostro compito è quello di accogliere queste istanze, di proporci come spazio di confronto ed elaborazione di proposte concrete e tempestive di azione pubblica per co-progettare un disegno collettivo di città, più giusta e accogliente.

Percorsi che vanno in questa direzione sono stati già attivati in città. Adesso è il momento di metterli in rete. Proviamo a condividere energie, idee, linguaggi per dare voce alla coralità di esperienze e proposte che mi auguro possano trovare nei prossimi giorni casa in Cantiere Bologna, con la promessa di incontrarci e organizzarci il prima possibile. Chi ci sta?

Rossella Vigneri, Presidente Arci Bologna

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