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17 marzo 2020 | Politiche e diritti

Le richieste del mondo della cultura al Sindaco e all'Assessore alla Cultura

Le richieste del mondo della cultura al Sindaco e all'Assessore alla Cultura

Pubblichiamo i contenuti dell'intervento di Rossella Vigneri, Presidente Arci Bologna, all'incontro di lunedì 2 marzo  con il Sindaco Virginio Merola e l'Assessore alla Cultura Matteo Lepore in cui esprimiamo le preoccupazioni e le enormi difficoltà del mondo della cultura e dello spettacolo messo in crisi dalle misure emergenziali adottate per contrastare il Coronavirus.

Oltre ad avanzare delle richieste e a sollecitare degli interventi immediati, è nostra intenzione continuare a mantenere alta l'attenzione su un settore che rischia delle gravissime ripercussioni.

Un'azione che richiede uno sforzo da parte di tutte e tutti - associazioni, imprese, operatori culturali, singoli cittadini - perché crediamo che il miglior antidoto al contagio sia quello di continuare a mantenere vive e ossigenate le nostre arterie sociali e culturali.

Vi invitiamo, allora, a continuare a fare rete, a segnalarci proposte e criticità scrivendoci a ufficiostampa@arcibologna.it

È inoltre possibile compilare il form del Comune di Bologna per indicare e quantificare i danni subiti e gli eventi annullati:

https://it.surveymonkey.com/r/eventicultura

Di seguito l'intervento integrale di Rossella Vigneri:

"Quando abbiamo deciso di scrivere l'appello che ci ha portato qui oggi facendo rete con tutte le realtà e gli operatori culturali della città, lo abbiamo fatto perché temevamo che, come in tante altre occasioni, la cultura, le attività di aggregazione e di socialità, non ricevessero la giusta attenzione nello stato di crisi aperto dall'epidemia di corona virus. Non si tratta di aprire una gara a chi ha subito i danni maggiori ma di mettere a conoscenza le istituzioni e la cittadinanza delle enormi difficoltà che sta affrontando un comparto che per sua natura è variegato, complesso, tanto prezioso per il tessuto sociale delle nostre città quanto fragile e precario.

Di questo comparto fanno parte anche le associazioni di promozione sociale, centinaia di realtà radicate su tutto il territorio che quotidianamente svolgono attività culturali, sociali ed educative rivolte a tutta la cittadinanza, spesso gratuitamente e garantendo la massima accessibilità; presidi culturali e di socialità intergenerazionali che in queste settimane stanno affrontando disagi economici e lavorativi, tanto quanto i soggetti profit. Le associazioni sono per definizione senza scopo di lucro e ancora in tanti casi tenute in vita da volontari ma questo non deve farci dare per scontata l'economia che muove il mondo del no profit, i lavoratori che ne fanno parte, la funzione sussidiaria al pubblico nella fornitura di servizi e attività, e i benefici che ne trae l'intera comunità.

Le associazioni culturali così come i circoli tradizionali, che solo nella città metropolitana di Bologna contano centinaia di migliaia di soci (150 mila considerando solo la rete Arci, Aics e ArciGay), a seguito dell'ordinanza emanata dalla Regione Emilia-Romagna, prolungata per tutta la questa settimana dal Decreto ministeriale, hanno dovuto cancellare, sospendere o rimandare centinaia di iniziative e limitare l'attività ordinaria laddove prevede l'assembramento di un numero elevato di persone, con danni che solo nella prima settimana ammontano a centinaia di migliaia di euro. Si tratta di concerti, serate di ballo, mostre, spettacoli teatrali, tornei di carte e di biliardo, pranzi e cene sociali, eventi e produzioni culturali che garantiscono la sostenibilità e la stessa sopravvivenza delle associazioni.

Il protrarsi dell'ordinanza e l'incertezza sul futuro prossimo nonché il clima di paura alimentato irresponsabilmente dai media nelle ultime settimane rischia di compromettere il lavoro di tanti operatori e circoli certamente nei prossimi mesi, oltre la fine dell'emergenza, per questo chiediamo vengano adottate al più presto misure che puntino a sostenere il mondo dell'associazionismo culturale, con un impegno congiunto da parte di Comune, Regione e Governo:

Misure economiche innanzitutto:

1. Cancellazione, per un periodo da determinare in base all'evolversi dell'emergenza, delle imposte comunali come Tari e suolo pubblico

2. Agevolazioni su canoni d'affitto e utenze nel caso di spazi di proprietà comunale

3. Sgravi e agevolazioni sui redditi e l'avvio di un tavolo di confronto per istituire un patto per il lavoro in ambito culturale che tuteli i diritti dei lavoratori di un settore da sempre precario e “a intermittenza”

4. Stanziamento di adeguate risorse economiche per garantire lo svolgimento della progettualità culturale e musicale 2020 attraverso bandi comunali, regionali e nazionali anche a fondo perduto.

Alle misure economiche si aggiunge la richiesta di uno sforzo comunicativo e promozionale congiunto - in linea con quanto è stato promosso nei giorni scorsi - per rilanciare le attività culturali della città e non alimentare, più di quanto sia stato fatto, la paura del contagio.

Rispettiamo le misure adottate in via precauzionale da Regione e Governo e non è nostra intenzione minimizzare la gravità della situazione, ma chiediamo maggiore chiarezza e coerenza nelle decisioni assunte, come quella contenuta nell'articolo 2 del Decreto (lettera d), in cui si fa riferimento al criterio “droplet” e a generiche misure di contingentazione che rischiano di creare maggiore confusione e disagi.

Ci auguriamo, infine, che i luoghi della cultura e della socialità possano riaprire il prima possibile, perché la paura e l'isolamento si combattono soprattutto attraverso i momenti di incontro e di aggregazione. Per tornare alla normalità la cultura - dalle forme istituzionali a quelle organizzate dal basso - resta di vitale importanza ed è per questo che va sostenuta nell’immediato."

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