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11 febbraio 2020 |

LaB.ellezza, un corso per truccatrici e parrucchiere migranti: Difendiamo il diritto alla bellezza

LaB.ellezza, un corso per truccatrici e parrucchiere migranti: Difendiamo il diritto alla bellezza

Come trattare i capelli ricci? Che trucchi usare per le donne con una carnagione scura? Ma soprattutto, come costruire una professione stimolando l'auto-imprenditoria? A Bologna nasce il laboratorio LaB.ellezza, che prevede un percorso di formazione e valorizzazione delle competenze per donne migranti nel settore dell’estetica e della parruccheria. 

Anche le donne migranti hanno il diritto alla bellezza – afferma Azeb Lucà Trombetta, curatrice del progetto LaB.ellezza –. Parlare di glamour e di make-up riguardo alle donne migranti è molto importante per distaccarsi da una visione pietistica che troppo spesso le contraddistingue. La bellezza è un territorio che unisce: dall’Africa subsahariana, dove le donne spesso lavorano come parrucchiere facendo treccine e extensions, passando per il Maghreb, fino all’India e al Bangladesh, dove vi è una grande attenzione per il trucco e la cura dei capelli”. 

Il progetto verrà presentato l’11 febbraio alle 18.30 negli spazi di Senape Vivaio Urbano: organizzato da ArciSolidarietà Bologna e finanziato dalla Fondazione del Monte, il laboratorio coinvolgerà per un anno 9 donne migranti: si comincia con 4 giornate pratiche di workshop da febbraio a maggio, seguite da un tirocinio retribuito di tre mesi e da tre incontri di valutazione sulle competenze trasversali e le soft skills acquisite. “L’obiettivo è quello di valorizzare le competenze specifiche che queste donne hanno acquisito in tanti anni di lavoro – spiega Trombetta –. Spesso hanno già praticato il mestiere, conseguendo nel loro paese diplomi professionali che qui non vengono riconosciuti: la realtà è che hanno poco da imparare e molto da insegnare”. 

Le formatrici sono state scelte per la loro capacità di autoimprenditoria, oltre che per le competenze nel campo del make-up e della cura dei capelli. Tra loro ci sarà Reina Gomez, esperta di capelli ricci: di origine brasiliana, Reina gira per l’Italia insegnando ai parrucchieri come trattare i ricci, soprattutto quelli afro. Reina insegnerà alle partecipanti nuove tecniche, trucchi del mestiere e spiegherà com’è riuscita a ritagliarsi una professione tutta sua nel settore. 

Per imparare come comportarsi nel backstage di uno shooting o di una slata, Marco Zanardi e il suo staff ospiteranno le partecipanti nel salone Orea Malià, nel pieno centro di Bologna: insegneranno come progettare un’acconciatura e come organizzare una giornata di shooting, con i tempi veloci dell’industria della moda. A parlare di trucchi ci sarà poi Gaia Chloé Brigida, make-up artist trans che racconterà il suo percorso professionale e come ha avviato la sua attività imprenditoriale, e poi insegnerà come realizzare un trucco completo. Infine, la youtuber Robyberta, che da anni lavora con le pazienti oncologiche, parlerà del makeup di matrimoni o di eventi. Alla fine di ogni workshop è previsto un aperitivo aperto alla città, per permettere alle corsiste di conoscere nuovi potenziali clienti e aiutarle a fare rete in città. 

Ma il laboratorio LaB.ellezza non resterà chiuso nei confini di Bologna: durante l’anno saranno organizzate due gite fuori porta, una alla sede dell’azienda Davines a Parma, famosa per i suoi shampoo e prodotti per capelli di alta qualità, e l’altra a Milano nel centro estetico Estetista Cinica. 

“Per noi bellezza significa cura, attenzione alla persona e restituzione della dignità – conclude Azeb Lucà Trombetta –. Spesso il settore dell’estetica è considerato frivolo e poco importante, mentre è importante capire che l’integrazione passa anche da qui: se nei negozi non si trovano fondotinta per le donne nere, anche questa è una piccola discriminazione. Tante volte non siamo in grado di guardare l’altro riconoscendogli la sua bellezza differente. La vera integrazione avverrà solo quando tutte le donne si sentiranno riconosciute nella propria bellezza: libere di indossare il velo, di portare le parrucche o le ciglia tinte, senza essere giudicate. Ognuna deve sentirsi libera di essere ciò che vuole”.

Articolo realizzato da Alice Facchini per il Redattore Sociale. 
QUI l'articolo originale. 

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