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20 luglio 2017 |

La storia del Guernelli non è finita

La storia del Guernelli non è finita

All’alba del 14 luglio, dopo 72 anni di attività, il Guernelli è stato chiuso nel corso dello sgombero dei palazzi popolari che circondano il Circolo Arci, in vista di un progetto di ristrutturazione che coinvolgerà  gli stessi edifici.

Il Guernelli per gli abitanti della zona e per tante realtà associative che quotidianamente lavorano per animare questo territorio, poco lontano dal centro della città eppure ai margini del disegno urbano che si perde tra bisogni irrisolti e criticità, è uno spazio ricreativo, sociale e culturale di vitale importanza.

Il Guernelli è la casa di tante associazioni e di chiunque abbia bisogno di uno spazio per incontri e iniziative, ospita all’interno una biblioteca e da pochi mesi aveva inaugurato una palestra popolare (proprio a fianco del Circolo), riaperta dopo tantissimi anni grazie a una raccolta fondi dal basso, al contributo di una Fondazione e agli sforzi congiunti del Circolo e del Comitato dell’Arci di Bologna. Corsi a prezzi più che popolari e già tanti iscritti, soprattutto tanti bambini della zona; uno spazio di incontro e di educazione popolare per allenarsi al confronto, al rispetto, ai valori dell’antifascismo.

All’alba di venerdì, senza alcun avvertimento, nonostante una regolare convenzione tra Circolo e Quartiere San Donato valida per 15 anni, e nonostante fosse in corso da tempo un dialogo – certo non facile - con il Comune e Acer per capire quale sarebbe stato il destino del Circolo durante la ristrutturazione dei palazzi, il Guernelli è stato chiuso.

I soci del Circolo, che sin dalla mattina hanno chiesto di poter accedere per recuperare materiale e beni di consumo, nel pomeriggio sono riusciti finalmente a rientrare trovandosi di fronte una scena di devastazione e saccheggio: cibi deteriorati (durante lo sgombero la luce era stata staccata da tutti gli edifici), 18 porte sfondate, tavoli e bar sottosopra con birre e succhi aperti e consumati, 400 euro di incasso spariti.

Le telecamere del Circolo, che hanno ripreso l’interno fino alle 6.40, quando è stata interrotta l’energia, ci dicono che la devastazione del Circolo è avvenuta  dopo quell’ora, mentre era già in atto lo sgombero da parte di un nutrito schieramento di forze dell’ordine. Il Circolo, con il sostegno del Comitato dell'Arci di Bologna, ha sporto immediatamente denuncia invocando un incontro con l’Amministrazione comunale per chiedere chiarezza sull’accaduto e la riapertura del Circolo e della palestra in tempi brevi. Nel frattempo una rete di solidarietà composta da cittadini, circoli Arci e tantissime realtà del territorio, si è stretta intorno al Guernelli esprimendogli vicinanza e sostegno.

L’incontro è avvenuto martedì 18 luglio e si è concluso con un nuovo appuntamento – fissato per venerdì 21 luglio – in cui si concorderanno le modalità di riapertura del Circolo. “Il tema non è se, ma come continueranno le attività del Circolo Guernelli”: questa la posizione del Comune di Bologna. Un segnale positivo che di certo non può offuscare la gravità di quanto accaduto al Circolo – che aveva tutta la legittimità di stare in quello spazio - e gli interrogativi sul saccheggio sui quali al momento sta indagando la magistratura.

Oggi un muro di cemento e metallo chiude la vista ai palazzi e al Circolo di via Gandusio ma la storia del Guernelli non è finita. 

 
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