20 febbraio 2012
La mobilitazione del popolo dell'acqua continua...

Il popolo dell'acqua scende in campo e lancia la Campagna di Obbedienza Civile per difendere la volontà espressa dai 26 milioni di cittadini che lo scorso 12 e 13 giugno hanno votato per l'affermazione dell'acqua come bene comune e diritto umano universale.
La campagna - sostenuta dall'Arci come da tante altre realtà associative e semplici cittadini - è stata chiamata di “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari. A partire dalla normativa del 21 luglio 2011 che prevede l'eliminazione dalle bollette della quota relativa alla cosiddetta remunerazione del capitale investito, ovvero del profitto che a tutt'oggi va nelle casse dei gestori del servizio idrico italiano.
In assenza di un'azione convinta delle forze politiche a tutela dell'esito referendario, i promotori della campagna mettono in campo un sistema di mobilitazione che parte dal basso e che punta ad attivare tutta la cittadinanza contro il tentativo di riportare dentro le logiche di mercato l'acqua e la sua gestione. La protesta consisterà concretamente nella sottoscrizione di un reclamo in cui si richiede all'ente gestore il rimborso della quota relativa alla "remunerazione del capitale investito" - che incide del 20% su ogni nostra bolletta - fino a giungere, in una seconda fase, a una vera e propria autoriduzione delle bollette relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011.
Il Comitato di Bologna e Provincia provvederà al più presto ad allestire sportelli informativi sul territorio per dare assistenza a tutti i cittadini che sono interessati ad aderire alla campagna, per garantire una gestione democratica e partecipata dell'acqua.
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Per avere informazioni e ricevere aggiornamenti sulle attività del comitato locale: acquabenecomunebologna.wordpress.com