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28 giugno 2018 | Storie

INstabile - Alla portazza di tutti: intervista a Jacopo Chelli

INstabile - Alla portazza di tutti: intervista a Jacopo Chelli

JACOPO CHELLI, pasticcere di professione ma anche coordinatore e membro attivo del team di Instabile Portazza, ci racconta in un’intervista come è nata l’idea di ridar vita ad un ex Centro Civico abbandonato nel quartiere di Portazza.

Jacopo, come nasce l’iniziativa di Instabile Portazza?

INstabile è un’iniziativa nata dal basso, grazie a un pranzo di quartiere organizzato dalla social street di Villaggio Portazza, in zona Savena. I residenti, tra una chiacchiera e l’altra, hanno posto in evidenza la situazione di degrado e di abbandono in cui verteva, da ormai 30 anni, l’ex Centro Civico di Portazza. Il desiderio manifestato era quello di riportare alle origini uno spazio che storicamente era punto di riferimento per le case del circondario, mettendo a disposizione tempo e competenze di ognuno per realizzare qualcosa di nuovo.

Siamo nel 2015 quando grazie all’aiuto dell’associazione “architetti di strada” si inizia a ragionare sulle finalità di questo luogo con il principale intento di far convergere le necessità degli abitanti del circondario. Solamente un anno dopo i cittadini riescono a ottenere, in comodato d’uso modale, lo stabile da parte dell’Acer di Bologna per poter avviare i lavori di ristrutturazione. Lo stabile ha richiesto un anno di lavoro volontario in cui i cittadini hanno dato il loro contributo nel miglior modo possibile, ognuno in base alle sue possibilità e competenze. Qui sta la vera forza del progetto, cioè nel vedere giovani e anziani collaborare in modo affiatato alla realizzazione di qualcosa di comune. Infine, nel maggio 2017, viene inaugurato lo spazio di INstabile alla cittadinanza, mostrando i cinque locali ricavati all’interno della struttura e utilizzabili per diverse iniziative. 

Come avete trovato le risorse economiche per realizzare tutto questo? 

La realizzazione del progetto è stata possibile principalmente grazie alla vincita del Bando della Coop Adriatica 2015/2016 che ha messo a disposizione le risorse economiche sufficienti per sistemare parte dell’immobile. Al medesimo tempo però, la partecipazione dei cittadini ha giocato un ruolo fondamentale: dal mettere a disposizione la propria attrezzatura da lavoro come un trapano, una scopa, un secchio fino all’utilizzo della corrente elettrica o dell’acqua. Chiaramente anche gli eventi organizzati da INstabile risultano, ancora oggi, un buon modo per ottenere una piccola entrata economica.

La vostra attività richiede una partecipazione costante e un dialogo continuo con i cittadini. A volte risulta difficile? Quali riscontri avete avuto con la cittadinanza?

Il dialogo con i cittadini non è un aspetto semplice e da sottovalutare, in quanto l’interazione spontanea in strada è una cosa che si sta progressivamente perdendo nel corso degli anni, soprattutto in città, rendendo il contatto fra la gente sicuramente a volte difficile. I mezzi di comunicazione online però hanno giocato un ruolo importante nella realizzazione del progetto, grazie alla condivisione sui social e al passa parola. Il pubblico più difficile da coinvolgere resta in ogni caso quello degli anziani o di chi è escluso dalla grande community social. A tal proposito è stata lanciata una campagna offline dal titolo “INbuchetta”, imbucando alla “vecchia maniera” lettere di invito ai residenti della zona con l’intento di coinvolgerli nel progetto e invitarli a partecipare all’evento di fine anno. L’idea non ha però raggiunto i risultati desiderati.

(Jacopo, nel raccontare, non si lascia però scoraggiare dalle sue parole e prosegue l’intervista come un fiume in piena e con un gran sorriso stampato sulle labbra) 

INstabile nasce come spazio polifunzionale e aperto alle proposte del quartiere. Vediamo infatti come il mercoledì di ogni due settimane, venga organizzata un’assemblea aperta a tutti per discutere sulle varie questioni del giorno e per decidere in modo democratico quali iniziative portare avanti. Le attività periodiche, svolte fino ad ora, sono delle più diverse da: corsi di falegnameria per bambini e di yoga per adulti, mostre fotografiche e presentazioni di libri, cene e dimostrazioni di cucina. INstabile ha scelto infine di utilizzare il giovedì sera come appuntamento settimanale fisso, intitolandolo “INbalotta”, come un momento di ritrovo per fare quattro chiacchiere, una partita a carte con il vicino di casa, bersi una birretta o cenare tutti insieme allo stesso tavolo. 

Quali sono le prospettive future? 

Il Comune di Bologna per il 2019 ha deciso che finanzierà l’intera ristrutturazione dell’immobile di Portazza grazie al Programma Operativo Nazionale (PON) “Città Metropolitane 2014 – 2020”, adottato dalla Commissione Europea e finanziato dai Fondi Strutturali. Sicuramente sarà un momento decisivo e di svolta per l’attività di INstabile che dovrà fare il punto della situazione, cercando di capire come utilizzare al meglio gli spazi. Sicuramente l’idea che rimarrà sarà quella di uno luogo a completa disposizione dei cittadini e delle loro esigenze.

Da quanto tempo siete un circolo Arci? Quali sono gli aspetti positivi di farne parte? 

L’Arci si presenta come una realtà ben radicata sul territorio e con dei valori di base che ci accomunano. INstabile è diventato ente affiliato da circa un anno e questo ci ha permesso di aumentare la nostra visibilità, di instaurare nuovi contatti e collaborazioni. A tal proposito abbiamo già lavorato per degli eventi insieme a L’Altra Babele e all’Orchestra Senza Spine. C’è da ricordare infine, che il Comitato Arci è stato di grande aiuto nella fase di avvio dell’attività per quanto concerne la consulenza in merito a questioni assicurative e organizzative; competenze da noi non ancora possedute.

Se dovessi descrivere INstabile in 4 parole? 

Beh, di certo sarebbero queste: spazio, condivisione, aggregazione e residenti.

Ringraziamo Jacopo per la disponibilità dimostrata e a tutto il team di INstabile un grande INboccaallupo per questa nuova stagione estiva!

 

 

21-06-2018 | Stefania Gadotti 
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