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17 aprile 2018 |

Gli interventi di Stefano Brugnara e Rossella Vigneri al Congresso di Arci Bologna

Gli interventi di Stefano Brugnara e Rossella Vigneri al Congresso di Arci Bologna

Si è tenuto sabato 14 aprile, nella Palestra Popolare Gino Milli del Circolo Arci Guernelli, il Congresso dell’Arci Bologna dal titolo “Il futuro è uno spazio da inventare. Luoghi, relazioni e percorsi nella città che cambia”.

Dopo i due mandati svolti da Stefano Brugnara, Rossella Vigneri è stata eletta Presidente dell’Arci Bologna, prima donna alla guida dell’Associazione. Oggi pubblichiamo le versioni integrali dei loro interventi. 

 
Intervento di Rossella Vigneri:
 
Vorrei iniziare questo intervento citando una delle città immaginate da Italo Calvino ne "Le città invisibili", un libro che ha tanto da dirci sui luoghi in cui viviamo e sulla capacità dei cittadini, di intere comunità di dare nuovi significati e forme inedite allo spazio urbano, attraverso incontri, scontri, momenti di festa e di socialità, di cultura e creatività.
La città è quella di Marozia che Calvino descrive come una città ambivalente, con due anime contrastanti. Vedo due città - scrive - una del topo, una della rondine. Nella prima tutti corrono in cunicoli di piombo come branchi di topi e le strade si affollano di ombrelli diffidenti sotto i quali palpebre pesanti s'abbassano sugli sguardi. Eppure quando meno te l'aspetti, continua Calvino, vedi aprirsi uno spiraglio e apparire una città diversa. Basta lo sguardo, la risposta, il cenno di qualcuno, basta che qualcuno faccia qualcosa per il solo piacere di farla, e perchè il suo piacere diventi piacere altrui: in quel momento tuttli gli spazi cambiano, le altezze, le distanze ed ecco sprigionarsi la città della rondine.
 
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Relazione di Stefano Bugnara:
 
Voglio cominciare ringraziando il presidente Stefano Bonora e tutte le volontarie e i volontari del circolo Arci Guernelli, le associazioni e i movimenti che lo animano. Dopo lo sgombero del luglio scorso hanno fornito una prova straordinaria di resistenza quando per molti ciò che è accaduto avrebbe rappresentato un colpo mortale. In questo caso invece la rete sociale che il circolo ha saputo creare ha stretto le proprie maglie ed è uscita ancora più forte. Centinaia di ore di volontariato, capacità di progettazione, coinvolgimento della città e del territorio, partecipazione e autofinanziamento: chi pensava di trovarsi di fronte a una realtà sfiduciata e demotivata si è dovuto arrendere all’evidenza di una forza straordinaria fatta di militanza e senso di appartenenza. Chi pensava di chiudere il circolo ha dovuto registrare una bruciante sconfitta: il Guernelli è vivo ed è più forte di prima! Oggi siamo qui, dopo la pagina terribile di quello sgombero ingiusto, per testimoniare la nostra vicinanza e il sostegno di tutta l’Arci a questa straordinaria esperienza di partecipazione e impegno civico.
 
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