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1 marzo 2018 |

Due anni a RitmoLento | Intervista a Alessandro Caprara del direttivo del Circolo

Due anni a RitmoLento | Intervista a Alessandro Caprara del direttivo del Circolo

Tra poche settimane RitmoLento compie due anni: il 7 aprile del 2016 veniva inaugurato il Circolo Arci in via San Carlo 12/A, dopo un percorso "2016. Odissea nello Spazio" condiviso da diversi singoli e diverse realtà, tra cui Link, Cseno e i presidi studenteschi di Libera. Un percorso lungo, complesso e partecipato che è riuscito a far nascere uno spazio giovanile, ma non solo, che è la casa di tantissimi progetti culturali, sociali e politici. 

Ne abbiamo parlato con Alessandro Caprara, che fa parte del direttivo e che ha seguito fin dall’inizio la creazione di RitmoLento.

Quali sono i principali risultati che avete raggiunto dall’apertura ad oggi?
La premessa della creazione e dell’apertura del Circolo Arci RitmoLento è stata la necessità di trovare uno spazio dove associazioni e singole persone finalmente riuscissero a trovare una casa e non solo: riuscire sia ad avere un luogo dove produrre momenti di cultura, di riflessione, di azione politica, sia a creare uno spazio dove si potesse trascorrere del tempo insieme e avere una socialità condivisa senza sottostare alle logiche del mercato e del consumismo.
Sicuramente i primi due anni sono stati molto laboratoriali, perché nessuno di noi aveva esperienza nel gestire un Circolo Arci e nell’avere uno spazio pubblico. Abbiamo fondato il progetto sulla partecipazione delle persone rispondendo al fatto che spesso oggi la partecipazione manca e ha quindi bisogno di nuovi strumenti per essere ricostituita; sul fatto, inoltre, che la nostra generazione - quella dei ventenni e trentenni - ha bisogno di risposte collettive. A tutto questo pensiamo che la risposta sia stata assolutamente positiva, e lo si capisce dal fatto che continuiamo ad avere assemblee partecipate, scambi con differenti realtà, con persone che si occupano anche di ambiti molto differenti tra loro ma che qui riescono a trovare un incrocio e un intreccio positivo.
 
Quali sono gli obiettivi che vi darete per i prossimi mesi e quali i percorsi che avete in mente?
Sicuramente continueremo su questa scia, cioè quella di costruire ancora di più momenti di partecipazione e aumentare (e differenziare) le possibilità con cui le persone vivono il modo di stare insieme, di discutere insieme, di decidere insieme E’ una cosa che sembra banale, ma che oggi non lo è affatto - e lo vediamo anche dalla campagna elettorale che ha visto pochissimi momenti di discussione collettiva, con un grande vuoto in termini di partecipazione e confronto tra le persone.
Per quanto riguarda i progetti, abbiamo dei percorsi sociali e di attivismo che vogliamo ovviamente portare avanti: tra questi lo sportello di orientamento al lavoro - destinato a studenti, migranti e singoli - che vuole essere anche uno strumento per chi si auto-organizza con una formazione di lotta sindacale o comunque di avanzamento dei propri diritti lavorativi, come la lotta di Riders Union Bologna, a cui RitmoLento ha contribuito. Oltre a questo, è per noi particolarmente importante l’attività di integrazione: qui ospitiamo le scuole di italiano per migranti gestite da Arci Solidarietà.
Chiaramente questa città oggi vive tantissime contraddizioni che speriamo di riuscire a far emergere, cercando di essere sempre più un elemento di cambiamento positivo nel contesto sociale e culturale cittadino.
 
Quali sono i valori più importanti che condividete con Arci?
Sicuramente l’Arci è una rete con una grande e importante storia nella nostra città. Pensiamo che sia piena di pluralità e contraddizioni allo stesso tempo e che queste siano un valore nel momento in cui si riescono a trovare dei punti di condivisione, di connessione e di confronto in particolare tra chi fa l’Arci in prima persona e i Circoli, che sono i primi soggetti a costituire l’associazione. Le realtà presenti sono tante e molto diverse tra di loro: tra queste realtà c’è sempre più bisogno di confronto e discussione e di una capacità di riuscire ad avere un portato di azione immediato ed efficace sui propri territori.
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