trova un evento

Cosa ti interessa?

Dove

Quando?


Dal 21 gennaio al 18 marzo 2018 | Servizio civile

Arpad Weisz: dal successo alla tragedia

Arpad Weisz: dal successo alla tragedia

Quattro persone camminano tenendosi per mano. In mezzo c’è Arpad Weisz, l’allenatore del Bologna calcio, con la sua famiglia.

La mostra “Arpad Weisz dal successo alla tragedia”, al Museo Ebraico fino al 18 marzo 2018, ci immerge nel clima della Bologna degli anni ’30. La città emiliana, il “quadrivio della rivoluzione” come la definì Mussolini, vive un periodo di espansione urbanistica. A Bologna l’opera più importante di quegli anni è lo stadio “Littoriale” - all'epoca sovrastato da un’enorme statua equestre del Duce - e tutt’oggi teatro di gioco del Bologna calcio.

La squadra cittadina è allenata dal 1935 da Arpad Weisz, un ebreo ungherese ex calciatore e allenatore dell’Ambrosiana Inter. Dopo un solo anno porta la sua squadra alle vette della classifica: vince lo scudetto nel 1936 e nel 1937 e sempre nel 1937, a Parigi, conquista la “Coppa della Pace”, una competizione mondiale fra tutti i club. Nella finale ha la meglio sugli imbattibili inglesi, vincendo contro il Chelsea. Come allenatore è bravissimo, la sua forza è una grande conoscenza dell’avversario e una grande empatia con i calciatori. Per riprenderli dai loro errori, al posto di urlate a bordo campo, pare li invitasse a cena. Questi poi non sbagliavano più.
In città è l’uomo più celebrato, colui che ha fatto assurgere alla gloria la sua squadra. Scrive anche il manuale del giuoco del calcio con la prefazione di Vittorio Pozzo. Questo idillio con Bologna e con l’Italia s’interrompe bruscamente nel 1938, quando vengono promulgate le leggi razziali. Arpad perde il suo posto di allenatore, i figli devono abbandonare la scuola e con la famiglia è costretto a lasciare l’Italia. È un’espulsione dal basso che investe gli ebrei nel niostro Paese. Andranno a Parigi, e poi in Olanda dove riporterà l’ultimo successo calcistico. L’occupazione tedesca è fatale per tutta la famiglia, Arpad morirà nel 1944 ad Auschwitz. 

Neanche l’uomo più celebrato in città è stato al riparo dall’odio legale stabilito con le leggi razziali. Questo episodio ci porta a riflettere su quanto siano delicati e fragili i diritti umani. Di come il male attivo e l’indifferenza abbiano piegato tutti, compreso  l’eroe del grande Bologna Arpad Weisz, costretto come milioni di persone ad una sorte atroce per il solo fatto di essere nate.

Museo Ebraico di Bologna, via Valdonica 1/5 Bologna.

quando si svolge

Dal 21 gennaio al 18 marzo 2018.

Ti invitiamo a postare commenti attinenti all'argomento. La redazione si riserva il diritto di cancellare ogni commento ritenuto offensivo o inutile.
Tutti i campi sono obbligatori