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8 marzo 2022 | Politiche e diritti

Arci Emilia Romagna lancia Fuori Binario, campagna per la parità di genere e il contrasto alle discriminazioni

Arci Emilia Romagna lancia Fuori Binario, campagna per la parità di genere e il contrasto alle discriminazioni

“Com’era vestita?”, “Gli uomini non piangono”, “È geloso perché ti ama”, “Era ubriaca e me l’ha data”, “Sei maschio o femmina?” “Quando ti sposi? Quando fai figli?”, “Stai bene truccata" sono alcune delle frasi più ricorrenti che riproducono ogni giorno nelle conversazioni quotidiane il sessismo, la cultura patriarcale e la violenza di genere nella nostra società. Questi stereotipi, carichi di violenza verbale e pressioni sociali a volte evidenti altre volte invisibili, vengono smontati nella nuova campagna di sensibilizzazione, lanciata in occasione dell’8 marzo online e offline, “Cambiamo la mentalità, usciamo fuori dai binari!”, promossa da Arci Emilia Romagna e realizzata dall’agenzia Comunicattive di Bologna, grazie al sostegno della Regione Emilia Romagna (L.R. 27 giugno 2014, n. 6).  

La campagna, che verrà diffusa tramite manifesti negli oltre 800 circoli in Emilia Romagna e con approfondimenti sul sito e sui canali social dei comitati Arci della regione, ha come obiettivo quello di sensibilizzare gli oltre 220.000 iscritti e iscritte ai circoli, e tutta la variegata comunità che frequenta i circoli Arci, ad una cultura plurale delle diversità e della non discriminazione. 

Non solo manifesti e post social all’interno della campagna Fuori Binario, ma anche l’attenzione verso le sperimentazioni in corso per la ricerca di un linguaggio inclusivo. Fa, infatti, parte della campagna anche l’impegno a rendere disponibili, nei circoli in cui le caratteristiche logistiche dei locali lo permettono, bagni genderfree che superino la divisione binaria uomo/donna rendendo più accogliente la fruizione degli spazi Arci per le persone trans e non binarie. Per riuscirci sono stati realizzati degli adesivi con un approccio inclusivo sia nel linguaggio visivo, che rappresenta figure multiformi, non riconducibili al binarismo, che in quello testuale, che abbraccia l’utilizzo dello Schwa (ə / з).

I dati raccontano che un terzo delle donne residenti in Emilia Romagna ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita (ISTAT 2015). Nel 2020 in regione 4614 donne hanno preso contatto con un Centro antiviolenza (Rapporto 2021 Osservatorio regionale sulla violenza di genere Emilia Romagna). Mentre sul versante dell’omolesbobitransfobia, su cui a causa della mancanza di una legge non ci sono dati strutturati, si stima che il 32% della popolazione LGBTQ italiana abbia subito molestie e l’8% un’aggressione fisica (A long  way  to  go  for  LGBTI  equality - FRA Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali 2020).

Per combattere la violenza di genere è quindi necessario promuovere un cambiamento della base culturale da cui essa nasce: è proprio questo l’obiettivo di “Fuori Binario”, che, in un percorso verso la parità tra uomini, donne, persone trans e non binarie e verso l’accoglienza della comunità LGBTQ, tenta un passo avanti nella costruzione di spazi più sicuri per tuttз.

Fuori Binario nasce da un percorso partecipato di riflessione ed elaborazione condiviso tra i comitati Arci della regione, parallelo a un ciclo di formazione rivolto a tutte le figure dirigenti e volontarie dei diversi livelli di Arci Emilia Romagna. L’idea creativa e progettuale è frutto della collaborazione con Comunicattive, agenzia specializzata in campagne di comunicazione sociale gender oriented con una esperienza di quasi 20 anni su questi temi e artefice anche della campagna nazionale di sensibilizzazione degli uomini contro la violenza sulle donne NoiNo.org, premiata dalla Presidenza della Repubblica.

Con questa campagna Arci aggiunge un ulteriore tassello alla lotta contro i discorsi d’odio e per la piena affermazione dei diritti di tuttз, che è alla base del suo statuto e dell’impegno investito negli ultimi anni su questi temi.

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